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«Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre…»


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  • Roberto Benigni simula Dio in paradiso

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    Roberto Benigni è un noto e popolare monologhista teatrale, dalla comicità ironica e dissacrante, è diventato personaggio pubblico tra i più noti in Italia e nel mondo. Le sue apparizioni televisive mettono in scena un carattere gioioso e irruente, facendo leva sulla sovversione del clima dei programmi di cui è ospite. Spesso è stato oggetto di polemiche intentate dalla classe politica, specie di centrodestra, per la sua satira tagliente, che ha solitamente come bersaglio esponenti politici di rilievo, in particolar modo Silvio Berlusconi. Benigni si è impegnato come lettore, interprete a memoria e commentatore della Divina Commedia di Dante Alighieri, ricevendo consensi di pubblico e critica.

     

    Il Giudizio Universale

    In questo video lo vediamo nei miseri panni di Dio.
    Buona visione =)

     


  • Le “divine” risate

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    Una collezione di umoristiche frasi sulla religione molto divertenti, e che un po lasciano pensare, non penso siano offensive in quanto penso che la religione sia un offessa alla mia intelligenza.

    • Se siamo come siamo perché creati a immagine di Dio, come saremmo se ci avesse creato il Diavolo?
      ibid.
    • È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago se questa è lievemente oliata.
      Kehlog Albran
    • Avevo una ragazza e dovevamo sposarci, ma c’era un conflitto religioso. Lei era atea e io agnostico. Non sapevamo senza quale religione educare i figli.
      Woody Allen
    • – Babbo! Dio mi ha creato a sua immagine e somiglianza.
      – Secondo me somigli a un amante di tua mamma di nome Bergonzoni. 

      ibid.
    • Tutti noi abbiamo bisogno di credere in qualcosa. Io credo che tra un attimo mi farò un’altra birra…
      Anonimo
    • Ogni uomo pensa che Dio è dalla sua parte. Il ricco e il potente lo sanno.
      Jean Anouilh
    • Il sesso è peccato… farlo male.
      Roberto Antoni
    • La castità è quella virtù che i preti si tramandano di padre in figlio.
      Danilo Arlenghi
    • Basta con i piaceri della carne! Facciamo godere anche le verdure!
      Bagatto
    • La mia religione? Sono un etilista.
      Brendan Behan (altro…)

  • L’[in]esistenza di Dio: gli argomenti dei non credenti

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    DA : UAAR

    L’ASSENZA DI EVIDENZA

    LA TESI. L’ateismo nasce, si può dire costitutivamente (la –a privativa del nome), come confutazione delle pretese dei credenti che Dio esista: benché, per essere atei, sia più che sufficiente non essere persuasi dell’esistenza di Dio. Si è quindi caratterizzato a lungo per dare una fondamentale importanza alla parte critica, piuttosto che alla formulazione di argomenti “positivi” in favore della miscredenza.
    Così facendo, gli atei ritengono che l’assenza di evidenze a favore dell’esistenza di Dio prodotte dai credenti, a cui spetta l’onere della prova, sia già un argomento sufficiente per negare qualsiasi entità sovrannaturale (così come, per gli agnostici, è già un argomento sufficiente per non esprimersi affatto sulla questione). Come ha sostenuto Cristopher Hitchens citando Euclide, «ciò che può essere asserito senza prove concrete può essere anche rifiutato senza prove concrete». Se per credere in Dio bisogna rinunciare alla ragione, e sostenere che la ragione umana è troppo presuntuosa, quando pretende di dire la sua su questioni che «la ragione stessa non può dimostrare», allora si può teoricamente credere a qualunque cosa, anche a una teiera di porcellana orbitante tra la Terra e Marte (Bertrand Russell).
    È una posizione simile a quella della scienza, secondo la quale non bisogna prendere per veritiere asserzioni completamente prive di evidenze: è teoricamente possibile, ad esempio, che esistano esseri extraterrestri con una lunga proboscide fatta a forma di trombetta, ma l’infinitesimale possibilità che ciò possa essere reale non è una valida ragione per crederla vera. (altro…)


  • Inferno e Paradiso

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    Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno» Dio condusse il sant’uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno. C’era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant’uomo sentì l’acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e  malato. Avevano tutti l’aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
    Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’,  ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.
    Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l’aprì. La scena che l’uomo vide era identica alla precedente. C’era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l’acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi  manici. Questa volta però erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo. (altro…)



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