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«Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre…»


  • Tag Archives ateo
  • L’eterna lotta – Isaac Asimov

    Posted on by Celeritas

    Penso che nessuno di noi si aspetti davvero di spazzar via una volta per tutte le credenze pseudoscientifiche.

    Come lo potremmo, dato che tali credenze offrono agli uomini calore e conforto? Chi prova gioia al pensiero di morire o di veder morire una persona amata? Come si può biasimare chi si convinca che esistono cose come la vita eterna e la possibilità di ritrovarsi in condizioni di gioia perpetua con gli esseri amati? Chi si trova a proprio agio con la precarietà quotidiana della vita che in qualsiasi momento può riservarci le più traumatiche sorprese? E come dunque potremmo biasimare chi cerchi di premunirsi contro l’imprevisto illudendosi di leggere il futuro nelle posizioni dei pianeti, nelle combinazioni dei tarocchi, o nei disegni dei fondi di caffè o nel contenuto dei sogni? Si esamini qualsiasi tipo di pseudoscienza, e vi si troverà la coperta di Linus, il pollice da succhiare, la sottana cui aggrapparsi. E noi che cosa possiamo offrire in cambio? Dubbi e incertezze! 

    Per noi abitatori di un mondo razionale, è motivo di forza il capire, è gloria e soddisfazione intendere là dove la conoscenza non è ancora giunta; c’è bellezza persino nei più imperscrutabili misteri, quando essi costituiscano almeno una sfida «onorevole» per quei meccanismi del pensiero che sono contenuti nei quattordici ettogrammi del nostro cervello: misteri che si arrenderanno lealmente all’acuta osservazione e alla sottile analisi, purché l’osservazione sia sufficientemente acuta e l’analisi sufficientemente sottile.

    Tuttavia c’è in questo un curioso paradosso, che mi procura una sorta di gioia sardonica. Noi razionalisti sembriamo sposati all’incertezza. Noi sappiamo che le nostre conclusioni, fondate come devono essere su prove razionali, sono sempre e necessariamente provvisorie. L’emergere di nuovi fatti o la scoperta di qualche errore celato nelle vecchie prove potrebbero rovesciare d’un tratto una conclusione da tempo consolidata, per quanto cara essa ci sia. (altro…)


  • Un drago nel mio garage – Carl Sagan

    Posted on by Celeritas

    «Nel mio garage c’è un drago che sputa fuoco». Supponiamo (sto seguendo un approccio di terapia di gruppo praticato dallo psicologo Richard Franklin) che io vi dica seriamente una cosa del genere. Senza dubbio voi vorreste verificarla, vedere il drago con i vostri occhi. Nel corso dei secoli ci sono state innumerevoli storie di draghi, ma nessuna vera prova. Che opportunità fantastica!

    «Ce lo mostri», mi dite. Vi conduco nel mio garage. Voi guardate e vedete una scala, dei barattoli vuoti, un vecchio triciclo, ma nessun drago. «Dov’è il drago?» chiedete. «Ah, è proprio qui», vi rispondo, facendo dei cenni vaghi. «Dimenticavo di dirvi che è un drago invisibile». Voi proponete di spargere della farina sul pavimento del garage per renderne visibili le orme. «Buona idea», dico io, «ma questo è un drago che si libra in aria». Allora proponete di usare dei sensori infrarossi per scoprire il suo fuoco invisibile. «Idea eccellente, se non fosse che il fuoco invisibile è anche privo di calore». Voi proponete allora di dipingere il drago con della vernice spray per renderlo visibile.

    «Purtroppo, però, è un drago incorporeo e la vernice non fa presa su di lui». E così via. A ogni prova fisica che voi proponete, io ribatto adducendo una speciale spiegazione del perché essa non funzionerà.

    Ora, qual è la differenza fra un drago volante invisibile, incorporeo, che sputa un fuoco privo di calore e un drago inesistente? Che senso ha la mia asserzione dell’esistenza del drago se non esiste alcun modo per invalidarla, alcun esperimento concepibile per confutarla? Il fatto che non si possa dimostrare che la mia ipotesi è falsa non equivale certo a dimostrare che è vera. Le affermazioni che non possono essere sottoposte al test dell’esperienza, le asserzioni non «falsificabili», non hanno alcun valore di verità, per quanto possano ispirarci o stimolare il nostro senso del meraviglioso. Quello che io vi chiedo, dicendovi che nel mio garage c’è un drago, è in pratica di credermi sulla parola, in assenza di alcuna prova. (altro…)


  • Citazioni ateo-scettiche

    Posted on by Celeritas
    • Età antica (fino al ’400)
    • Età moderna (dal ’500 all’800)
    • Età contemporanea (dal ’900 a oggi)

    Età antica (fino al ’400)

    • I mortali si immaginano che gli dei sian nati e che abbian vesti, voce e figura come loro; ma se i buoi e i cavalli e i leoni avessero le mani, o potessero disegnare con le mani, e far opere come quelle degli uomini, simili ai cavalli il cavallo raffigurerebbe gli dei, e simili ai buoii il bove, e farebbero loro dei corpi come quelli che ha ciascuno di loro. Gli Etiopi fanno i loro dèi camusi e neri, i Traci dicono che hanno occhi azzurri e capelli rossi.
      Senofane di Colofone (ca. 570-475 a.e.c.), Frammenti
    • Tutto ha una spiegazione naturale. La Luna non è una dea, bensì un grande globo roccioso, e il Sole non è un dio, ma un immenso mondo infuocato.
      Anassagora di Clazomene (ca. 499-428 a.e.c.), Sulla natura
    • Riguardo agli dei, non ho la possibilità di accertare né che sono, né che non sono, opponendosi a ciò molte cose: l’oscurità dell’argomento e la limitatezza della vita umana.
      Protagora (ca. 491-410 a.e.c.), Antilogie
    • E’ da sciocco chiedere agli dèi quello che uno è in condizione di procurarsi da se stesso.
      Epicuro (341-270 a.e.c.), Sentenze e frammenti
    • La divinità o vuol togliere i mali e non può, oppure può e non vuole o anche non vuole né può o infine vuole e può. Se vuole e non può, è impotente; se può e non vuole, è invidiosa; se non vuole e non può, è invidiosa e impotente; se vuole e può, donde viene l’esistenza dei mali e perché non li toglie?
      Epicuro (341-270 a.e.c.), Frammenti
    • A tali misfatti poté indurre la religione. (Tantum religio potuit suadere malorum).
      Lucrezio (ca. 98-54 a.e.c.), De rerum natura
    • Uno spartano domandò a un sacerdote che voleva confessarlo: “A chi devo confessare i miei peccati, a Dio o agli uomini?”. “A Dio”, rispose il prete. “Allora, ritirati, uomo”.
      Plutarco (ca. 46-125), Detti dei Lacedèmoni
    • Fu la paura la prima a creare nel mondo gli dèi.
      Petronio (20-66), Frammenti

    (altro…)


  • Le “divine” risate

    Posted on by Celeritas

    Una collezione di umoristiche frasi sulla religione molto divertenti, e che un po lasciano pensare, non penso siano offensive in quanto penso che la religione sia un offessa alla mia intelligenza.

    • Se siamo come siamo perché creati a immagine di Dio, come saremmo se ci avesse creato il Diavolo?
      ibid.
    • È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago se questa è lievemente oliata.
      Kehlog Albran
    • Avevo una ragazza e dovevamo sposarci, ma c’era un conflitto religioso. Lei era atea e io agnostico. Non sapevamo senza quale religione educare i figli.
      Woody Allen
    • – Babbo! Dio mi ha creato a sua immagine e somiglianza.
      – Secondo me somigli a un amante di tua mamma di nome Bergonzoni. 

      ibid.
    • Tutti noi abbiamo bisogno di credere in qualcosa. Io credo che tra un attimo mi farò un’altra birra…
      Anonimo
    • Ogni uomo pensa che Dio è dalla sua parte. Il ricco e il potente lo sanno.
      Jean Anouilh
    • Il sesso è peccato… farlo male.
      Roberto Antoni
    • La castità è quella virtù che i preti si tramandano di padre in figlio.
      Danilo Arlenghi
    • Basta con i piaceri della carne! Facciamo godere anche le verdure!
      Bagatto
    • La mia religione? Sono un etilista.
      Brendan Behan (altro…)

  • Dio vs Scienza

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    “Era il 1860,a meno di un anno dalla pubblicazione de ” L’origine della specie” di Darwin, la società vittoriana veniva sconvolta dalla nuova teoria dell’evoluzione.A perorare la causa dell’evoluzionismo,c’era un giovane biologo di nome Thomas Huxley, noto come “il mastino di Darwin”.Era membro di una nuova generazione che pensava che la religione non dovesse giocare alcun ruolo nel campo della scienza.”

    Un documentario che tratterà lo scontro tra la scienza e religione,entrambe imprigionate in una battaglia per la supremazia
    ma oggi dopo 150 anni sembra che la scienza abbia vinto la battaglia…

    Buona visione =)

     


  • L’[in]esistenza di Dio: gli argomenti dei non credenti

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    DA : UAAR

    L’ASSENZA DI EVIDENZA

    LA TESI. L’ateismo nasce, si può dire costitutivamente (la –a privativa del nome), come confutazione delle pretese dei credenti che Dio esista: benché, per essere atei, sia più che sufficiente non essere persuasi dell’esistenza di Dio. Si è quindi caratterizzato a lungo per dare una fondamentale importanza alla parte critica, piuttosto che alla formulazione di argomenti “positivi” in favore della miscredenza.
    Così facendo, gli atei ritengono che l’assenza di evidenze a favore dell’esistenza di Dio prodotte dai credenti, a cui spetta l’onere della prova, sia già un argomento sufficiente per negare qualsiasi entità sovrannaturale (così come, per gli agnostici, è già un argomento sufficiente per non esprimersi affatto sulla questione). Come ha sostenuto Cristopher Hitchens citando Euclide, «ciò che può essere asserito senza prove concrete può essere anche rifiutato senza prove concrete». Se per credere in Dio bisogna rinunciare alla ragione, e sostenere che la ragione umana è troppo presuntuosa, quando pretende di dire la sua su questioni che «la ragione stessa non può dimostrare», allora si può teoricamente credere a qualunque cosa, anche a una teiera di porcellana orbitante tra la Terra e Marte (Bertrand Russell).
    È una posizione simile a quella della scienza, secondo la quale non bisogna prendere per veritiere asserzioni completamente prive di evidenze: è teoricamente possibile, ad esempio, che esistano esseri extraterrestri con una lunga proboscide fatta a forma di trombetta, ma l’infinitesimale possibilità che ciò possa essere reale non è una valida ragione per crederla vera. (altro…)


  • L’[in]esistenza di Dio: gli argomenti dei credenti

    Posted on by Celeritas

    DA: UAAR

    LA PROVA ONTOLOGICA

    LA TESI. La mente umana può concepire l’esistenza di un essere perfetto, un essere definito come «una cosa della quale non può essere concepita un’altra più grande». E questo essere non potrebbe essere perfetto se non avesse anche l’attributo dell’esistenza. Se ne deduce che un essere perfetto deve esistere.

    Questa prova fu introdotta da Anselmo d’Aosta alla fine dell’XI secolo, e sostenuta, in tempi più recenti, da Cartesio e Leibniz.
    LA REPLICA. Una simile formulazione dimostra solo che il concetto di Dio include il concetto di esistenza, così come il concetto di “moglie” include il concetto di “marito”. Ma non necessariamente ciò che la mente umana concepisce, esiste poi realmente.
    Già il monaco Gaunilone controbatté ad Anselmo che «si può immaginare l’esistenza di isole meravigliose, ma non è detto che esse esistano realmente». Tommaso d’Aquino aggiunse che «tra gli atei non è a tutti noto che Egli è quanto di più grande si possa pensare», negando di fatto la tesi. Immanuel Kant scrisse una famosa confutazione nella Critica della ragion pura: «essere, manifestamente, non è un predicato reale, cioè un concetto di qualche cosa che si possa aggiungere al concetto di una cosa», e quindi nessun ragionamento potrà mai trasformare la nostra idea di cento talleri in cento talleri effettivamente presenti nelle nostre tasche (altro…)


  • Dio esiste o no?

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    DA : UAAR
    L’ONERE DELLA PROVA


    «Affirmanti incumbit probatio»
    : già i latini sostenevano che «la prova tocca a chi afferma». L’onere della prova è dunque sulle spalle del credente. È lui che afferma l’esistenza di una o più divinità, e tocca quindi a lui dimostrarla. Il non credente afferma che esiste l’universo, il credente afferma che esiste l’universo e, in aggiunta, Dio. Bene, spiegare il perché di quell’aggiunta è suo compito. Un paragone può essere fatto con le cause in tribunale: se io accuso qualcuno di aver compiuto un delitto, sono io che devo portare le prove a sostegno di questa accusa, altrimenti sarò a mia volta denunciato per diffamazione; se valesse il contrario, tutti accuserebbero tutti e impererebbe il caos. (altro…)



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